SI E’ SVOLTO A FOSSANO IL CONVEGNO: “LA CITTADINANZA ATTIVA E I BENI COMUNI”

Il Lions Club Fossano e Provincia Granda ha organizzato un convegno distrettuale di alto livello con relatori di risonanza nazionale.

Cosa sono i beni comuni?   Sono beni materiali o immateriali che, in quanto non privati, sono di tutti e come tali sono ritenuti da persone o gruppi che se ne prendono cura.

Chi sono i Cittadini Attivi?  Sono quelle persone di buona volontà che non si chiedono cosa la società può fare per loro ma si chiedono più frequentemente cosa possono fare loro per la società.

Ferdinando Facelli, Presidente del Lions Club e moderatore del convegno ha introdotto i lavori con una semplice osservazione: se io ho una mela e tu hai una mela e ci scambiamo le mele, alla fine abbiamo sempre una mela a testa.    Se io ho un’idea e tu hai un’idea e ci scambiamo le idee, alla fine abbiamo due idee ciascuno.   Abbiamo prodotto ricchezza.

Questo incontro che vede la partecipazione a fianco del Lions dell’associazione Labsus, ha proprio la finalità di condividere le esperienze positive maturate da entrambe le associazioni.

Si è parlato di progetti e metodologie per rendere più agevole il lavoro di quelle tantissime persone di buona volontà che vogliono portare il loro contributo al bene comune ma che troppe volte trovano ostacoli nella burocrazia, nell’inerzia di pubblici funzionari o in normative complicate e farraginose.

Il Lions club aveva intuito questa necessità; in particolare il PDG Dabormida nel 2013, anno del suo governatorato,  ha iniziato e portato avanti importanti discorsi sulla Cittadinanza attiva.

Dopo l’apertura dei lavori con i saluti del Governatoredel Distretto Lions 108 Ia3Giovanni Costa e dell’assessore del Comunedi Fossano Simonetta Bogliotti, ha preso la parola il past Governatore avv. Renato Dabormida che ha introdotto i lavori chiarendo ai presenti quanto il Lions Club abbia già fatto per semplificare il compito di quei clubs che vogliono attivare services a favore della comunità.

Successivamente la past Governatrice Paola Launo e l’avv. Dario Gramaglia hanno spiegato che proprio nell’attuare lo scopo per la promozione dei principi di buon governo e buona cittadinanza, i Lions hanno elaborato, proposto ed ottenuto con successo l’approvazione delle leggi regionali 13/2015 per la Liguria e 10/2016 per il Piemonte per oggetto “Attuazione dell’art. 118, IV comma della Costituzione: norme per la promozione della cittadinanza umanitaria attiva”.

Da qualche anno, così, i Lions Clubs operano con service specifici secondo protocolli sottoscritti con i Comuni dell’area di loro attività.

LABSUS è l’acronimo del Laboratorio per la sussidiarietà, un’associazione culturale fondata nel 2005 da alcuni soggetti appartenenti al mondo del volontariato e della società civile, con lo scopo di promuovere l’attuazione del principio di sussidiarietà, sancito dalla nostra Costituzione all’art. 118, ultimo comma.

LABSUS inoltre, lavora direttamente sui territori, sia a scala regionale, sia soprattutto a livello comunale, promuovendo progetti e iniziative di divulgazione, elaborando idee, raccogliendo esperienze e materiali, segnalando iniziative. Quella che LABSUS promuove è quindi un’idea di sussidiarietà che, anziché prevedere un “ritrarsi” dei soggetti pubblici in presenza di iniziative dei cittadini, vede la pubblica amministrazione e i cittadini come alleati, protagonisti di un rapporto di collaborazione fondato sulla fiducia reciproca e la condivisione di risorse e responsabilità. Il principio di sussidiarietà, dunque, si pone come la piattaforma costituzionale sulla quale costruire una società di cittadini autonomi, responsabili e solidali, che si alleano con la pubblica amministrazione per curare insieme i beni comuni.

Una delle iniziative più importanti realizzate da LABSUS è stata la redazione, insieme con il Comune di Bologna, di un regolamento comunale tipo intitolato Regolamento sulla collaborazione fra cittadini e amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani. Il 22 febbraio 2014 il testo è stato presentato ufficialmente a Bologna, primo comune italiano ad approvarlo e donato a tutti i comuni italiani con la possibilità di adattarlo alle proprie necessità e caratteristiche. Da allora oltre 250 comuni lo hanno adottato o lo stanno adottando.

Ilprof. Gregorio Arena,  già ordinario di Diritto amministrativo nell’Università di Trento, fondatore e presidente di Labsus, e successivamente la prof. Daniela Ciaffi,  docente di Sociologia urbana nell’Università di Palermo, consigliere nazionale di Labsus, referente Labsus in Piemonte,  hanno chiaramente spiegato in cosa consistono i “patti” che vengono stipulati tra cittadini e pubbliche amministrazioni per aiutare e incentivare il lavoro di chi vuole prendersi cura di un bene comune.

Particolare risalto è stato dato al valore estremamente positivo per la società del fatto che un gruppo di persone, proprio nell’atto di prendersi cura di un bene comune, riscopre il piacere di stare insieme e di insieme risolvere problemi.

Ultima e interessantissima relazione, quella della dott.ssa Carla Bue, segretario Comunale, esperta nei processi di innovazione digitale della pubblica Amministrazione, già membro del Comitato Cittadinanza Attiva del Distretto Lions 108Ia3.

Con slide e alcuni esempi pratici ha chiarito come una proficua attività di servizio fatta a favore della comunità in stretta collaborazione con la pubblica amministrazione deve necessariamente prevedere questi 8 passaggi fondamentali:

  • Individuazione del service inerenti attività di interesse generale
  • Predisposizione del progetto di service
  • Presentazione del progetto di service all’Istituzione interessata
  • Individuazione congiunta degli elementi essenziali
  • Adozione della delibera del Club
  • Adozione della delibera della Giunta Comunale
  • Stipula protocollo di intesa
  • Monitoraggio raggiungimento degli obiettivi

L’attivo dibattito scaturito alla fine dell’incontro ha confermato quanto sia di interesse l’argomento trattato e strappato ai relatori la promessa di non interrompere l’impegno fin qui svolto ma di continuare con scambi di opinioni e lavoro in comune.

 

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